Monitoraggio gas radon

Il Radon e' un gas radioattivo inodore ed incolore i cui prodotti di decadimento, che si depositano in parte sul pulviscolo presente nell'aria, quando vengono respirati si fissano all'interno dell'apparato respiratorio (bronchi e polmoni). Le radiazioni che emettono possono danneggiare le cellule dando inizio, in alcuni casi, ad un processo cancerogeno proprio a carico dell'apparato respiratorio. 
Mentre in atmosfera si disperde rapidamente e non raggiunge quasi mai concentrazioni ritenute inaccettabili, nei luoghi chiusi (case, scuole, negozi, ambienti di lavoro, ecc.) può in taluni casi arrivare a concentrazioni molto pericolose per la salute. Tipicamente infatti il Radon esala dal suolo e penetra negli edifici attraverso le microfratture presenti nelle murature e nelle fondazioni.

Come già precedentemente accennato, alcuni studi nell'ultimo decennio hanno dimostrato che l'inalazione di radon ad alte concentrazioni aumenta di molto il rischio di tumore polmonare. 
I risultati di tali studi supportano la tesi scientifica che il radon è la seconda causa, in ordine di importanza dopo il fumo, del cancro ai polmoni.

Dal punto di vista normativo la legislazione italiana in materia di radioprotezione dei lavoratori e della popolazione si basa sul Decreto Legislativo 101/2020, in attuazione della direttiva Euratom 2013/59, entrato in vigore il 27/08/2020. L’esposizione al radon viene trattata al Titolo IV Capo I nelle Sezioni I (Disposizioni Generali) e II (Esposizione al radon nei luoghi di lavoro), mentre la Sezione III è riferita alla protezione dall’esposizione al radon nelle abitazioni.

La campagna di monitoraggio viene effettuata conformemente a quanto indicato da:
Allegato II, sezione I, del D.Lgs. 101/2020;
Linee guida per le misure di concentrazione di radon in aria nei luoghi di lavoro sotterranei, documento elaborato dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano;
Appendici 4.1 e 4.3 del Piano nazionale d’azione per il radon 2023-2032.

Di seguito l'iter:

  • acquisizione dei layout (planimetrie) delle aree operative (interrate – seminterrate o piani terra per aree sensibili);
  • richiesta di informazioni in merito a destinazione d’uso dei locali e delle zone, metratura ambienti;
  • scelta delle posizioni di monitoraggio;
  • posizionamento dei dosimetri rilevatori, effettuato conformemente a quanto disposto dalle vigenti linee guida ;
  • ritiro dei dosimetri, dopo un tempo prefissato, e successiva analisi dei campioni raccolti presso Laboratorio qualificato;
  • valutazione delle risultanze ottenute e confronto in merito al valore limite (livello d’azione);
  • eventuali valutazioni in merito alla necessità di interventi di bonifica  mediante l’intervento di un esperto in intervento di risanamento radon